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ELENA ZANIBONI: UNA VITA NEL SEGNO DELL'ARPA
"Sono sempre
stata innamorata dell'arpa e a questo strumento
ho dedicato la mia vita".
Inizia così l'incontro con Elena Zaniboni,
bella. bionda, sottile, zigomi alti, grandi occhi
celesti, che con la sua arpa, dorata, grande, possente
eppure leggera nelle sua fuga di corde, ti riporta
ad Omero, all' Orfeo di Monteverdi, nel quale "le
porte dell'inferno si aprono al suono dell'arpa".
Concertista di fama internazionale, è nata
ad Alessandria e si è esibita per la prima
volta in pubbblico all'età di sette anni, dimostrando
già allora un talento particolare. Dopo il
diploma, vince numerosi concorsi, si perfeziona sotto
la guida di due "mostri sacri dell'arpa",
con Gatti Aldrovandi e Nicanor
Zabaleta (il più grande arpista uomo),
che l'ha aiutata in questo "approccio virile
con l'arpa" come lei stessa sostiene.
"Si, perchè l'arpa sembra angelica, dice,
ma richiede una grande forza fisica, di coordinamento
e una non indifferente disciplina mentale, in quanto
lo strumento oltre alle 47 corde, possiede anche sette
pedali".
Concertista di fama internazionale, vincitrice di
numerosi premi, ha dato concerti in tutto il mondo:
dal Maggio Musicale Fiorentino allo Schönbrunn
Palace di Vienna, dal San Carlo di Napoli alla Filarmonica
di Katowice, dall’Accademia di Santa Cecilia
in Roma a La Fenice di Venezia, dalla Schönberg
Hall di Los Angeles alla Wigmore Hall di Londra. |
(Intervista di Angela Mattarella) |
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